Mostri Marini - Estratto



Si porta le mani alle tempie, il cielo è nero ma si intravedono le nuvole, hanno delle forme gonfie, rotonde, possenti, Sebastian e Milena sembrano piccolissimi, il mondo non è un luogo adatto alla specie umana, lo dicono le nuvole, lo dice il rombare del mare.

La bambina cadavere, Fantasmi, estratto



“Le lessi le storie dei giornalini di mostri, e poi ci raccontammo delle altre storie inventate da noi. Quella notte era più felice, rideva, a un certo punto si alzò e si mise a fare finta di essere uno zombie che mi voleva mangiare.
Io risi tanto che mi venne il dolore alla milza e alla pancia. Poi però lei smise di colpo, sembrava stanca. La gamba, disse, mi fa male la gamba.
Si stese a terra e io mi avvicinai piano. Posso? Le chiesi, lei annuì seria.
Avvicinai il viso alla coscia bianchissima e non riuscivo a non guardarle in mezzo alle gambe. Portava solo le mutandine tutte sporche di terra, e io intravedevo qualcosa, quella cosa che non avevo mai visto ma che sapevo che avevano le donne. Diventai rosso, poi però questa elettricità nuova si trasformò di colpo in una cosa nera che mi saliva per la gola.
Le sue gambe si muovevano dentro. Ci poggiai il dito e sentii morbidissimo, poi bagnato.
il dito era entrato entrato nella carne e nella carne una infinità di cose più piccole si muovevano veloci sbattendoci dentro.
Vermi, dissi.
La bambina si mise una mano sulla bocca.
Mi resi conto che aveva cominciato a marcire.”

La bambina cadavere - Fantasmi - Estratto



"Delle volte mia mamma diventava così rossa che sembrava scoppiasse, gli occhi le si gonfiavano e io lo sapevo che voleva piangere ma mio padre stringeva così forte che le lacrime non riuscivano a uscire.
Quando mio padre la metteva a terra e lei cominciava a tossire e a sbavare allora io uscivo fuori. L’aria era sempre freddissima, anche se era estate, e poi intorno era sempre buio anche se era sera o anche giorno.
Alcune volte guardavo le stelle, oppure ascoltavo gli insetti che facevano le loro cose per terra. Mi piaceva toccare la terra e sentirla bagnata sotto, mi piaceva perché fuori era secca e dentro era bagnata e io lo sapevo che se scavavi un po’ ci trovavi anche l’acqua e se era la fine del mondo la potevi anche bere.
Una volta sentii uno psssss provenire da dietro ai cespugli. Pensai che fosse un animale o che magari l’avevo sentito solo io. Poi sentii ancora pssssssss e poi uno pssss pssss. Dentro mia madre urlava e mio padre piangeva, oppure piangevano tutti e due, io mi alzai in piedi, iniziai a camminare verso il boschetto.
Fu quella la notte che conobbi la bambina cadavere."

Bacio di spettro - Estratto



"I loro occhi però cambiano velocemente, come se prima non fosse entrato nessuno e adesso finalmente vedessero, io lo so, perché so che questa trappola vecchia che mi avvolge, i resti inariditi di quello che ero portano ancora l’impronta di quello che sono stata, non sono cambiata, mi sono solo svuotata.
È come quando mi guardo allo specchio e cerco mia madre e mio padre, li cerco nei lineamenti, in un pezzo di osso, una grinza, ecco è così, queste labbra aspre, questa fattezza di sputo nasconde le labbra carnose di quello che ero, gli occhi ingrigiti ormai opachi, da qualche parte hanno ancora la luce degli occhi che avevo... e allora desiderano, perché quella luce la bramano ancora, perché è passata, ma brillava così forte che il suo barlume si agita ancora.
Spiego le ali, il mio vestito mi avvolge come una spirale di seta. Quella che vedono entrare, mentre la loro mente dimentica la decadenza, si scorda la vecchia che gli è parso vedere, quella che davvero vedono entrare non sono più io, adesso davanti hanno Ursula Kramer.
Ed ecco che quando socchiudo la bocca loro vedono di nuovo ogni singola scena, ne rivivono l’istante, la pellicola si sovrappone alla realtà che adesso pare solo un pallore, una fessura banale.
Tutti quanti, tutti i presenti, davanti ai loro drink appassiti, strizzati nei loro frac ammuffiti, in questo momento stanno rivedendo Bacio di Spettro."

Roberto, mutazione - Palude




C’è un verme dentro al condotto urinario, c’è un serpente nascosto nell’osso sacro,
l’uomo e il ragazzino sono bestie,

adesso urlano,
adesso leccano insieme.

Prima della santità, Palude




Continua a leggere, ti prego, le disse, e si addormentò con la voce calda di Luisa che leggeva cose terribili che però a lui non gli facevano paura, che lui lo rendevano felice.

In quelle parole, nella voce della sorella, gli sembrava di sentire la storia del mondo, di sentire una storia dove nonostante tutte quelle cose che accadevano, nonostante gli abusi e le violenze, nonostante certi bambini dovessero vivere nel terrore e soffrire e morire, nonostante il male fosse sempre forte e prepotente e terribile e arrivasse fino a schiacciarti, a umiliarti a distruggerti, alla fine però il bene vinceva, perché c’erano gli amici e le risate e gli insetti e anche i prati, c’erano i gatti che sarebbero stati i nostri gatti per sempre e i cani che erano i nostri fratelli, perché c’erano le corse a rotta di collo in bicicletta d'estate e le ginocchia sbucciate e gli stecchi e le pietre, e c’erano i patti di sangue e anche gli sputi e le caccole e i sogni,
perché i bambini erano il bene, e quei bambini, lui lo sapeva, anche quando morivano non morivano mai.